Il pensiero del noto giornalista sulla finestra di trasferimenti che ormai si sta concludendo dopo tre mesi
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L'ultimo giorno di calciomercato è cominciato. Fabrizio Biasin, nel suo spazio su Libero, si è concesso una riflessione sul modo di relazionarsi all'argomento da parte dei tifosi: "Compri una dozzina di giocatori? Sei bravo e vuoi bene ai tuoi tifosi. Spendi cento milioni per un terzino e un attaccante? Sei un fenomeno. Prendi solo i giocatori necessari per completare l'organico secondo la regola sensatissima del "due pezzi per ruolo"? Sei un dirigente stitico che non fa sognare la sua gente. Tiri sul prezzo e aspetti il momento buono per risparmiare qualcosa? Ti devi vergognare. Hai costruito una rosa con sei centrocampisti? Ne servivano sette. Prendi il settimo? Ne servivano otto.
Il mercato è una malattia e confonde tutti quanti, persino coloro che dovrebbero avere un minimo di senno. Per tutta l'estate abbiamo celebrato la Fiorentina e il suo mercato cannibalesco, fatto di асquisti a raffica e movimenti infiniti. «Va' che bravi a Firenze» e magari sarà anche così, ma al momento il risultato è una confusione che metà basta e va contro il comandamento più importante del direttore sportivo (questo sì troppo poсо celebrato):
esiste un'enorme differenza tra il comprare giocatori (anche fortissimi) e costruire rose logiche e di prospettiva. Far la spesa è semplice, soprattutto in presenza di grano, incastrare i pezzi invece contempla competenze che vanno oltre l'effetto scenico e prevedono l'acquisto di pezzi specifici che magari non grattano la panza al tifoso ma - pensa un po' - portano risultati, ovvero tutto quello che conta".
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