Capello: “Inter, mercato importante. Eriksen? Determinante, lo segnalai anche alla Roma…”

Capello: “Inter, mercato importante. Eriksen? Determinante, lo segnalai anche alla Roma…”

Le parole di Capello a La Gazzetta dello Sport

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Lunga intervista concessa da Fabio Capello a La Gazzetta dello Sport. L’ex allenatore e CT ha parlato di Inter e del mercato di gennaio.

Chi si è rinforzato di più dopo il mercato di gennaio?

“L’Inter è la squadra di vertice che ha realizzato il mercato più importante ed Eriksen può fare la differenza. Ricordo che quando era ancora in Olanda lo segnalai a Franco Baldini, all’epoca dirigente della Roma. Grande giocatore, anche se Sensi non sfigura al suo confronto. Young è un esterno d’attacco capace anche di difendere, ma si porta dietro l’esperienza di ala e crossa molto bene: un trampolino in più per Lukaku e Lautaro. Moses è un calciatore di corsa: sul piano dinamico, un ottimo rinforzo. Napoli e Fiorentina sono le altre squadre che escono più forti dal mercato di gennaio. Hanno speso somme importanti e compiuto investimenti intelligenti, fondamentali nella volata per un posto in Europa League. In generale, è stato un mercato intelligente: si è guardato al futuro, puntando sui giovani”.

L’Inter ha accorciato la distanza dalla Juve?

“L’Inter è oggi più vicina alla Juve, anche se la Juve resta favorita. Penso che tutto, alla fine, dipenderà dal gruppo di Sarri: ha un potenziale enorme, ha speso guardando al futuro con il colpo Kulusevski e davanti può contare sul solito trio straordinario. I problemi attuali della Juventus sono legati alla difesa: l’assenza di Chiellini è un handicap pesante e qualche infortunio ha completato l’opera. Schierare Cristiano Ronaldo, Higuain e Dybala non mi pare un azzardo, ma quando scegli la formula dei tre attaccanti sono fondamentali due cose: lo spirito di sacrificio del trio avanzato e l’equilibrio complessivo. Nella Juventus, in questo momento mi sembrano appannati i centrocampisti: dal pacchetto centrale occorre un maggior contributo in termini di gol”.

La Lazio può inserirsi nella corsa Scudetto?

“La Lazio nel derby ha sofferto, confermando l’appannamento emerso nelle gare precedenti, ma oscurato in qualche modo dai successi. La Lazio ha bisogno della brillantezza per lottare per lo scudetto, altrimenti perde sicuramente qualcosa. Il problema principale è mantenere il livello di eccellenza, ma Simone Inzaghi, che considero bravissimo, è condannato a spremere la rosa, più limitata numericamente rispetto a quelle di Juventus e Inter. Questo significa che Immobile dovrà continuare a segnare tantissimo e gli altri reparti non dovranno commettere errori. La Lazio potrebbe pagare a caro prezzo eventuali infortuni”.

Febbraio è il mese che porta allo scontro diretto del 1 marzo, riparte la Champions e c’è la Coppa Italia: sarà il mese decisivo?

“Credo che febbraio possa rivelarsi davvero decisivo. È un mese importante per tante ragioni, non legate solo al ritorno della Champions e alle semifinali di Coppa Italia. Ci sono altre due componenti importanti. La prima riguarda gli infortuni: perdere calciatori di qualità in questo momento della stagione può creare problemi enormi. La seconda è l’aspetto psicologico. Vittorie importanti possono dare una carica particolare, mentre eventuali sconfitte potrebbero produrre contraccolpi letali. Questo scudetto, rispetto agli ultimi, può essere assegnato con pochissimi punti di differenza e in questo caso i dettagli possono rivelarsi determinanti”.

Chi sarà il giocatore decisivo tra quelli arrivati a gennaio?

“Ibrahimovic ha già dimostrato di essere decisivo. Con lui il Milan ha cambiato passo. L’obiettivo della qualificazione in Europa League non è più un miraggio. Zlatan ha portato la mentalità vincente, fondamentale per uno dei club più famosi del mondo che sta affrontando un periodo particolare della sua storia. Ibrahimovic è come Cristiano Ronaldo: un fuoriclasse che ha sempre voglia di essere protagonista, capace di trascinare con il suo spirito il resto della squadra. La professionalità di Ibra, a 38 anni, è un esempio per tutti. L’altro giocatore che può risultare determinante è Eriksen. Può dare l’ultima spinta all’Inter nella volata finale”.

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