Lombardo sulla nazionale e sul lavoro che spetta a Mancini
VIDEO FCIN1908 / Simeone: "Ritorno al Napoli? Penso al presente. La Fondazione Pupi..."
Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui
Attilio Lombardo, amico ed ex collaboratore di Roberto Mancini, la Nazionale ha iniziato il nuovo ciclo con una sconfitta contro il Belgio. Queste le sue parole a La Repubblica.
Impressioni?
«Chiudiamo un capitolo e apriamone un altro. Va cancellato il passato, la Bosnia e i Mondiali non giocati. Il presente è oggi. Venerdì l'Italia ha fatto fatica nel primo tempo, nel secondo avrebbe potuto pareggiare prima di subire il 2-0. La squadra si sta formando, ha avuto pochi giorni. Serve pazienza».
Quanto incide sul ct il possibile commissariamento della Figc?
«Roberto è un uomo forte, niente lo intacca. Averne di caratteri come il suo. È concentrato sulle prossime tre partite, ne sono certo. Non si è mai fatto condizionare da nulla».
Cosa è cambiato rispetto alla sua prima Italia?
«All'epoca c'era il gruppo dei vari Chiellini, Bonucci, Insigne e Immobile che era nel pieno della maturazione. Roberto diede loro indicazioni e identità, ma la squadra aveva già grandi capacità. Adesso è più difficile, penso lo sappia anche lui».
Ha deluso Romano, all'esordio.
«Deve fare un percorso. È stato massacrato dopo il Belgio: dargli addosso non è produttivo, per lui come per i ragazzi che avranno presto delle opportunità. È giusto rischiare dando spazio subito ai giovani, ma vanno coccolati e seguiti. Comunque sono convinto che le batoste aiutino, a volte servono a migliorare».
Mancini ha lanciato diversi giovani, da Doumbia a Zoma. Chi le piacerebbe vedere adesso?
«Vergara è un ottimo giocatore. Ce ne sono alcuni interessanti nell'Under 21. Faccio due nomi: Lulli, mi ha sorpreso la sua personalità, e Pisilli. Presto saranno protagonisti in Nazionale».
Quindi, come si rialzerà l'Italia?
«Bisogna avere fiducia in Mancini e nei giovani. Non aspettiamoci un gioco scintillante dopo una settimana. Servirà altro tempo. Ma il percorso è corretto. Roberto ha setacciato tutti i campionati, italiani e stranieri, per cercare i profili giusti. Ha le capacità per raggiungere i risultati che tutti ci auspichiamo arrivino».
A Euro 2021 c'era Vialli come capo delegazione. Mancini si ritrova senza il suo braccio destro.
«Sicuramente gli manca. A tutti noi manca. Il suo carisma, il rapporto che aveva con i giocatori sono stati elementi importanti per quella vittoria, parte integrante del successo. Roberto prima di ogni allenamento e ogni partita rivolge un pensiero a Luca. Lo porta dentro di sé anche in questa esperienza. Erano troppo legati. La loro non era amicizia, era fratellanza. Dovrà essere bravo a camminare solo sulle sue gambe».
© RIPRODUZIONE RISERVATA