Le sanzioni devono ancora essere stabilite e il City dovrebbe presentare ricorso. Il ventaglio è pressoché sconfinato

I PRECEDENTI

Il precedente con la UEFA

Nel febbraio 2020 la UEFA aveva escluso il Manchester City dalle competizioni europee per due stagioni e inflitto al club una multa da 30 milioni di euro, sempre in seguito alle rivelazioni di Der Spiegel.
Knutsen conf

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Cinque mesi più tardi, però, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS/CAS) aveva annullato l’esclusione.

Il CAS aveva stabilito che alcune delle presunte violazioni del Fair Play Finanziario non erano state dimostrate, mentre altre risultavano prescritte secondo i regolamenti UEFA.

Il City era stato comunque ritenuto responsabile di non aver collaborato adeguatamente con la UEFA, non avendo fornito una quantità significativa di documentazione.

Il CAS aveva definito questa violazione «grave» e meritevole di «seria censura», riducendo però la sanzione economica a 8,8 milioni di sterline.

Un procedimento durato più di tre anni

Negli ultimi anni il chief executive della Premier League, Richard Masters, è stato ripetutamente interrogato sui tempi della vicenda.

Il mese scorso Masters aveva ammesso che il procedimento aveva «richiesto più tempo del previsto», sottolineando però che l’unica strada possibile fosse «lasciare che il processo facesse il suo corso».

Nel gennaio 2024 aveva inoltre confermato, durante un’audizione davanti a una commissione parlamentare britannica, che era stata fissata una data per l’udienza, senza però rivelarla.

Il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak, aveva invece dichiarato nel giugno 2024 che la Premier League avrebbe dovuto adottare un approccio più «equilibrato» nei confronti delle proprie regole finanziarie.

«Credo che la Premier League sia arrivata dov’è oggi perché è il campionato più competitivo. Spero quindi che ci sia un po’ più di buon senso nella regolamentazione», aveva spiegato.

Nel periodo oggetto delle contestazioni, il City ha conquistato tre Premier League, due FA Cup, quattro Coppe di Lega e un Community Shield.

Guardiola aveva detto: «Resterei anche in caso di retrocessione»

Nell’ultima stagione di Pep Guardiola sulla panchina del City, il club ha vinto due coppe nazionali ma non è riuscito a conquistare la Premier League, terminata alle spalle dell’Arsenal.

Nel novembre 2024 Guardiola aveva firmato un rinnovo fino al giugno 2027 e aveva dichiarato che sarebbe rimasto al City persino in caso di retrocessione conseguente alle eventuali sanzioni.

A maggio, però, il tecnico spagnolo ha annunciato il proprio addio dopo dieci anni alla guida della squadra ed è stato sostituito da Enzo Maresca.

Con Maresca, il City ha iniziato la stagione 2026-27 con cinque vittorie nelle prime cinque giornate, portandosi al comando della classifica.

Durante il mercato estivo il club ha speso circa 450 milioni di sterline, acquistando tra gli altri Enzo Fernandez dal Chelsea per 125 milioni di sterline, cifra che eguaglia il record britannico.

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