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VIDEO FCIN1908 / Orsato: "5 errori ammessi? Non me li aspettavo. Sono errori che..."

Daniele Orsato, designatore degli arbitri, ha accolto oggi i giornalisti a Lissone per chiarire alcuni concetti sul mandato appena iniziato. Queste le sue parole concesse a margine della riunione:

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"Abbiamo commesso errori e si poteva far meglio, ma l’aspetto che mi dà soddisfazione è gli occhi dei miei ragazzi, le loro facce e la determinazione con cui scendono in campo per sbagliare meno possibile. Stanno correndo come dei matti, questo mi riempie d’orgoglio. Gli errori sono tali e lavoreremo per non ripeterli.

La linea? E’ quella che vuole il calcio. I falli vanno fischiati, il VAR deve intervenire in caso di chiaro ed evidente errore e noi cercheremo di non fischiare i contatti. I giocatori stanno rispondendo in maniera encomiabile e gli arbitri si stanno impegnando al massimo, abbiamo visto partite fantastiche.

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Sale VAR accese? Non esiste nessun protocollo Orsato. Ci stiamo uniformando alla richiesta anche dei giocatori e degli allenatori che sono soddisfatti. Ci impegneremo al massimo per arrivare a fine stagione con meno errori possibili.

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Foto dal sito ufficiale aia-figc.it

Cinque mancate OFR come effetti collaterali? Me ne aspettavo di più, ma non mi aspettavo questi errori. Ne abbiamo fatti di superficialità, di posizione o di ragionamenti sbagliati. Sono errori che mi auguro di non ripetere. Ci sono situazioni controverse su cui si può discutere, ma sulle situazioni facili mi auguro che in futuro non ne faremo più.

Le zone grigie? Lavoreremo tutti i giorni, come già facciamo, per uniformarci più possibile tra di noi perché le squadre vogliono che l’arbitro fischi le stesse cose da una parte e dall’altra.

Gestione della territorialità? La mia idea è di evitare che un arbitro diriga la squadra della sezione della sua città, come ad esempio Maresca con il Napoli (Non Guida-Napoli, essendo l'arbitro della sezione di Torre Annunziata, ndr). La porterò avanti fino alla fine del campionato.

La tecnologia continueremo a usarla perché ci aiuti a sbagliare meno. Arrivare a non usarla più è una follia: se riusciremo a non usarla perché non sbagliamo è bene, altrimenti continueremo a usarla per correggere gli errori”.

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