Incontro a Lissone tra i massimi dirigenti del mondo arbitrale e gli allenatori della Serie A con il presidente della Lega al seguito
VIDEO FCIN1908 / Simonelli: "Scudetto? Lotta a tre. E ho già detto ad Orsato che..."
L’obiettivo è quello di favorire il gioco del calcio e non fischiare i minimi contatti. Una linea che manterremo uguale fino al termine del campionato». Si è svolto oggi, presso il Centro VAR - iliad International Broadcast Centre - di Lissone, il meeting tra la Lega Calcio Serie A, l’AIA e i 20 club della Serie A. E queste sono le parole di Daniele Orsato, il neo designatore arbitrale.
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L’incontro, al quale hanno partecipato allenatori e dirigenti, è servito per illustrare le linee tecniche che saranno seguite per tutta la stagione sportiva. «Con Orsato ci siamo posti come obiettivo primario l'innalzamento della qualità media degli arbitri e il poter dare un contributo concreto al miglioramento dello spettacolo offerto», ha detto il dt degli arbitri, Domenico Messina. Che ha anche aggiunto: «La scelta di far giocare di più rientra in questa ottica e si inquadra in un ambito internazionale con il quale dobbiamo confrontarci. Lavoreremo per evitare i pochi errori fatti, ma non molleremo un centimetro sull'impostazione tecnica adottata, peraltro condivisa da tutti gli allenatori presenti».
I giudizi sugli episodi arbitrali
Il fallo di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta era rigore, il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino no, perché è una valutazione di campo dell'arbitro. Sono i giudizi sugli episodi controversi dell'ultima giornata che gli arbitri, col nuovo designatore, Daniele Orsato, e il dt Domenico Messina, hanno spiegato ai club durante l'incontro."Un grande senso di autocritica. Orsato dice che il primo ad arrabbiarsi per gli episodi è lui", ha detto Simonelli, presidente della Serie A. «Orsato ha puntato molto sul posizionamento dell'arbitro - ha spiegato all'uscita Simonelli -: oggi si corre molto di più, si gioca 5 minuti e mezzo più dello scorso anno, sette più di due anni fa. Alla fine, un arbitro percorre 12-13 chilometri, non era mai successo prima: e a differenza dell'allenatore che ha i cambi a disposizione, lui non lo si può sostituire all'intervallo», ha aggiunto.
A spiccare è stata innanzitutto la media del tempo effettivo di giuoco, che si attesta a 59’31”, con un incremento di oltre 5’30” rispetto alle ultime due stagioni. La media falli è attualmente di 22,60 a partita (lo scorso anno, alla quarta di campionato, era di 26,23). Un dato, inferiore anche alla Premier League che segna 23,28, che se rapportato ai minuti di giuoco aumentati ha un valore relativo ancora più sensibile del -13,84% che emerge dalla comparazione dei numeri. In questo inizio di stagione sportiva sono stati concessi 2 calci di rigore, contro i 9 del 2025/2026 (-77,78%), i 14 del 2024/2025 (-85,71%) e i 16 del 2023/2024 (-87,50%), come spiega l'AIA in una nota.
Calano anche le ammonizioni, con una media di 3,03 a partita contro le 3,53 dello scorso anno e le oltre 4 dei due campionati precedenti. Pari discorso per le espulsioni, passate dalle 6 delle stagioni 2023/2024 e 2024/2025, alle 5 della 2025/2026 e alle 2 attuali. Infine, per quel che riguarda il VAR, nei primi quattro turni di Serie A si è registrata 1 sola OFR (lo scorso anno erano state 6 e nelle due stagioni precedenti 8) e 2 Overrule (rispetto alle 5 del campionato 2025/2026 e le 6 dei due anni prima).
Orsato ha dunque ribadito la nuova linea Var: la tecnologia interviene solo se l'arbitro "non vede" o "non vede bene", lasciando all'occhio umano la centralità delle decisioni. Una trentina gli episodi esaminati, trasmessi a video: le spiegazioni si sono concentrate soprattutto nella differenza tra contatto e fallo, sul tocco di mano se punibile o meno e sul fuorigioco semi-automatico. Il designatore ha ammesso senza remore alcune sviste e i club non hanno protestato, in un clima di armonia.
Gli allenatori presenti
La partecipazione è stata massima: tutte le venti squadre di Serie A erano presenti con gli allenatori, da Chivu a Gattuso, da Amorim a Spalletti a De Rossi o con i loro vice (ad esempio, Gritti per Gasperini alla Roma, Landucci per Allegri al Napoli). La richiesta dei club è una sola: uniformità di giudizio. L'allenatore della Juventus ha sottolineato: "Questi incontri sono fondamentali per accostarci a quelle che sono le nuove disposizioni e ai parametri di valutazione".Per Pisacane: «Abbiamo capito ancora di più il metro di giudizio. Hanno fatto cose ragionevoli». Palladino invece ha dichiarato: «Il calcio adesso è tutto molto chiaro e molto più bello. Mi ci ritrovo di più. Complimenti ad Orsato». Parole che arrivano dopo la frecciata di Sarri sul fallo di Kalulu: "Se non si chiama il Var per un gesto del genere, va abolito".
(Fonte: aia-figc.it)
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