Interviene anche Giacomelli: "Ci sarà sempre un limite, questo è il punto. Pensa se tu fossi stato il VAR, ai nostri tempi..."
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Nel podcast Gian&Giac su Youtube, gli ex arbitri Gianpaolo Calvarese e Piero Giacomelli hanno commentato anche il bailamme mediatico che ha scaturito il gol annullato al Venezia per fuorigioco di Lauberbach.
Parte Calvarese: "Ho visto dibattito anche sul fuorigioco fischiato a Lauberbach ma non capisco perché a Wimbledon la palla tocca la linea per 1 cm non si discute mentre ieri sera ho visto persone e media importanti che parlano di spalla. Se si fa riferimento alla tecnologia, è ovvio che la cosa migliore sarebbe non mettere un margine di errore ma esiste, è una mancata fiducia"
Interviene anche Giacomelli: "Ci sarà sempre un limite, questo è il punto. Pensa se tu fossi stato il VAR ieri che doveva stare là a mettere la riga sulla manica, avremmo avuto i battiti a 200 anche dopo un'ora dalla fine della partita quando ti arrivava un riscontro"
Calvarese: "Anche perché il frame lo decidevamo ancora noi. Spieghiamolo: dopo aver sincronizzato le telecamere, dovevamo vedere quando si stacca il pallone dal piede e a volte c'erano due frame, era quello il primo obiettivo. Poi dovevamo tirare la prospettiva dell'ultimo pezzo da giudicare, nella fattispecie la spalla. Se avevamo il piede a terra era facile altrimenti c'era da capire dove far partire la perpendicolare e nello spostare il frame si spostavano anche 10-15 cm. Dico, abbiamo trovato la tecnologia, perbacco, non facciamo polemica su questo"
Giacomelli: "Un VAR bravo avrebbe perso 5 minuti a tirare quella riga. Su episodi come questi, la tecnologia ti aiuta a snellire. Ti ricordi quando eravamo dentro? Passavano i secondi che sembravano minuti, cominciavi a dire 'oddio tutti aspettano me', la pressione sale, ci si metteva minuti"
Calvarese: "Se aspetti 3-4 minuti l'aspettativa che si genera è quello di un intervento, già quello innesca dei dubbi che è quasi obbligatorio un intervento. Mi ricordo all'inizio, Di Paolo a Frosinone impiegò 8 minuti per un episodio, fu un disastro da un punto di vista mediatico. Mi sembra strano ci sia questo scetticismo sulla tecnologia"
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