Tutto sull'esterno brasiliano seguito dall'Inter per il dopo Hakimi: oggi c'è stato un primo incontro con gli agenti in sede

ORIGINI E ANEDDOTI

Partiamo dal nome integrale: Emerson Aparecido Leite de Souza Junior. È nato a San Paolo il 14 gennaio 1999 e c’è una frase che lo rappresenta, più di ogni altra: “La favela sarà sempre la mia casa e ne vado fiero”. Indica il percorso, turbolento, vissuto da Emerson nei primi anni della sua vita. Sul braccio ha tatuati due bambini che si abbracciano in un campo da calcio, con la scritta “dalla favela verso il mondo”. Come dicevamo, ha vissuto difficilmente i primi 10 anni della sua vita in un sobborgo della città brasiliana: esperienze che - racconta Emerson stesso - lo hanno fatto diventare la persona che è ora, prima ancora del calciatore. Il soprannome Royal, con cui tutti lo conoscono ora, ha un’origine curiosa raccontata dal giocatore stesso: "Da piccolo piangevo quasi sempre e quando spalancavo la bocca mia zia diceva somigliassi alla mascotte della pubblicità di una famosa gelatina, Royal”. Ormai tutti lo conoscono così, anche i maggiori club europei che lo seguono, tra cui appunto c’è l’Inter che si sta muovendo per il dopo Hakimi. Una pista di cui hanno parlato sin dai primi incontri i dirigenti nerazzurri anche con il nuovo allenatore Inzaghi, che apprezza il profilo del brasiliano.

emerson royal inter mourinho (2)
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