L'allenatore catalano ha detto no a Maldini e Leonardo. Arriverà l'ex Juve sulla panchina dell'Italia e il giornalista ha detto la sua in merito

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Guardiola ha detto no e la FIGC ha virato su Pirlo. È vicino la chiusura della trattativa per portare l'ex allenatore della Juventus sulla panchina dell'Italia. Così, dopo Gattuso costretto alle dimissioni per il mancato raggiungimento dei Mondiali negli States, toccherà ad un altro ex Campione del Mondo guidare la Nazionale italiana.

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Di lui e della decisione di Maldini e Leonardo di affidargli la panchina dell'Italia, ha parlato su Skysport Massimiliano Marianella. «Era stato sottolineato che se Guardiola avesse detto di no qualsiasi nome non sarebbe stato una deminutio ed è vero. Non lo è certamente per storia calcistica. Perché stiamo parlando di un pittore di calcio meraviglioso come è stato Pirlo. Il percorso in panchina è ancora formativo, ma ha un background calcistico, una conoscenza dei personaggi che lo devono supportare. Chiaro che chiunque venga scelto, dopo il sogno Guardiola avrà un ma credo».

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Pirlo Inter Real Madrid

«Guardiola è stata una bella illusione per qualche giorno. Ho pensato fosse possibile per la voglia di allenare una Nazionale, per il legame con l'Italia, per la differenza con un club che poteva permettergli di tenere un anno più tranquillo dopo l'uscita dal City. Queste motivazioni non sono bastate. Peccato, sarebbe stato il catalizzatore di un momento di grande rinascita che deve andare oltre il CT però», ha aggiunto il giornalista. «Il ct è un nome, un personaggio, una guida. Però non è la soluzione di tutti i problemi del nostro calcio»-

«Pirlo ha fatto bene, non benissimo da allenatore. Ma la parte migliore l'ha riservata nell'esperienza più altà della sua avventura alla Juve: vince due trofei anche se non vince lo scudetto e dimostra di non andare in panchina per il nome ma per la capacità di allenare. Questa esperienza comunque è diversa. Non so se è il profilo giusto per l'Italia come esperienza. Ma lo è come carisma. È un leader silenzioso, ma è un meraviglioso uomo di calcio che con classe ha disegnato una carriera che nessuno gli aveva predetto all'inizio. Un campione che tutto il mondo ci ha invidiato. E questo è importante quando entri in spogliatoio. Non sono convinto sia una scelta sbagliata. Non so se un allenatore più radicato poteva aiutare l'Italia a concentrarsi su quello di cui l'Italia ha bisogno. Ma Pirlo è un nome di grande fascino», ha detto ancora sul CT.

(Fonte: SS24)

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