Le parole di Conte sulla scorsa stagione e anche sul suo futuro

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«Quello fu un titolo di Premier che vincemmo da outsider. Non avevamo fatto grandi acquisti. Prendemmo David Luiz, Marcos Alonso e N'Golo Kanté: il club mi chiese dieci volte se fossi sicuro di lui. Non era il classico giocatore del Chelsea: alto e bello. Era il tipo di ragazzo che, quando lo vedevi, pensavi... beh, quando lo vidi per la prima volta, anch'io ebbi qualche dubbio sulla sua fisicità, ma ero convintissimo che fosse un top player".

"Sono andato al Tottenham con l'ambizione di cambiare un po' le cose. Anche perché c'era Paratici. Quando sono arrivato erano noni. Abbiamo chiuso quarti, superando l'Arsenal. Ricordo che non stavamo vincendo o avevamo pareggiato una partita e mandai un messaggio all'allora presidente Daniel Levy. Mi rispose: “Non preoccuparti, vinceremo la prossima”. Era un messaggio di sostegno. Ma per me diceva tantissimo. Continuavo a dirgli: “Ma cosa...?”. Gli dicevo: “Guarda!” La cosa che mi faceva impazzire era sentire le persone intorno a me dire: “Il Tottenham non vincerà mai niente”. Che sono perdenti. Venivano presi in giro. Vengono ancora presi in giro. Anche oggi. L'Arsenal ha perso 3-0 contro il Brighton nell'ultima partita prima di questa pausa per le nazionali e loro scherzavano: “L'Arsenal è diventato il Tottenham”, capisci? Credimi, questa cosa mi ha dato molto fastidio".

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