Il ricordo della Roma, la scelta del Real Madrid e l'Inter di Chivu: parla José Mourinho

Ludi

VIDEO FCIN1908 / Ludi: "Scudetto? Mai stato un obiettivo per noi. Paz straordinario"

FUTURO

Screenshot 2026-10-07 alle 22.32.20

VIDEO FCIN1908 / Marotta: "Triplete? Un sogno, ma ogni tanto i sogni possono realizzarsi..."

Tu allenerai ancora? Perché mi hai detto che tu senza allenare non stai.

«Con salute, con salute».

Fino a 80-90?

«No, dico 80-90, però con salute allenerò».

Hai ancora la stessa passione di quando hai iniziato?

«Sì».

E cosa è cambiato in te? Da allora a oggi, da quello del Porto — non è il Porto, era già il Benfica — ma tutto il resto: cosa è cambiato? Come sei cambiato tu, come uomo, naturalmente, in quegli anni? Quell'allenatore lì lo riconosci ancora, quel Mourinho?

«Certo. Certo. Il DNA non cambia. Tante cose possono cambiare, però il DNA non può cambiare».

Poi hai sempre amato gli arbitri anche allora?

«Sempre. Sempre».

È un amore proprio viscerale, il tuo, con gli arbitri?

«Non penso che il problema sia io. Il problema è la sfortuna dei momenti quando arrivo a un determinato club.

Io ho vissuto qui al Real Madrid i tempi importanti di Negreira. Nessuno sapeva, però lo abbiamo vissuto. È successo. È successo. Io dopo sono andato, adesso si sa.

Però stavo pensando una cosa: in Turchia, dopo, in un grande scandalo turco, mi è successo questo tipo di situazione spesso».

Ti è successo? Tu non c'entri nulla, però sei peggio di Béla Guttmann: con te vai alla Roma, dopo di te esonerano; vai al Tottenham, dopo di te esonerano; allo United non ne parliamo neanche. Non c'è più un allenatore che rimanga più di un anno, e il massimo è stato Taylor. Me l'hai mandato a fare il capo degli arbitri in Turchia, Taylor. È una delle più grosse punizioni della storia.

Però oggi il capo degli arbitri in Turchia è stato condannato ed è andato in galera. E tu, quando ti sei ribellato, ricordo che il tuo svantaggio era diventato lo svantaggio della politica contro Erdoğan.

«È incredibile.»

Screenshot 2026-10-08 alle 12.08.52

Incredibile no, ormai ti conosciamo. Questo karma, non so cosa sia, questo appeal, questo fascino che eserciti, questa attrazione fatale per i problemi. Cioè, tu proprio te li carichi tutti i problemi. E poi dopo si capisce. Poi dicono: “Però, sai, è stato esonerato alla Roma, è stato esonerato al Tottenham”. Poi nessuno va ad analizzare come, perché, quando, perché. Tutto ha una storia.

«Il problema è che io non sono uno a cui piace molto, come si dice, lavare i panni sporchi. Però tutto ha una storia.

Io, senza lavare i panni sporchi, ti ho detto che la situazione con la Roma... Io sono stato esonerato il giorno della finale».

Perché io so, tanto non lo direi mai, che per ottanta giorni non sentisti i Friedkin. Però ecco, come ti dico, non l'ho mai parlato, non ho mai discusso pubblicamente la situazione.

«Sia adesso che andiamo a Roma, se per caso li trovo nel corridoio, dopo la partita o prima della partita, saluto senza nessun tipo di problema.

Sai, non sono uno con questa mentalità: “Non è mai finito”. Sì che è finito. Dopo tu hai i ricordi, tu hai la storia che hai vissuto e chi non la dimentica.

Ma non è una cosa che mi massacra. Non è una cosa che mi massacra».

Io penso che stiamo chiudendo. Naturalmente, tanto ti ringrazio. Quando eri a Roma, un giorno ti dissi: “Ho visto prima di te uno solo che era simile a te”, che era Brian Clough, che aveva come personalità e come voglia di combattere, anche contro il mondo in certi momenti.

Può esistere un altro Mourinho, dopo Mourinho?

«Certo».

Hai individuato ancora una similitudine?

«Magari sì, però io non capisco molto bene quando tu definisci questa cosa. Ok, qualche similitudine con Brian Clough: grande personalità, grande fascino, vittorie, perché col Nottingham vinse la Coppa dei Campioni.

L'unica cosa che io dico come connessione con Brian Clough è che, nella storia della Champions League e prima ancora nella storia della Coppa dei Campioni, le due città più piccole, con meno abitanti, che hanno vinto la Champions sono Porto e Nottingham. E questa è l'unica cosa che dico.

La battaglia di Brian Clough contro Don Revie... Vabbè, “The Damned United” l'hai visto, quindi sai benissimo la storia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti