Il ricordo della Roma, la scelta del Real Madrid e l'Inter di Chivu: parla José Mourinho
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«Io mi devo preparare, sì. Io mi devo preparare.
Roma per me è Roma. Arrivare allo stadio, anche se noi veniamo dal centro di allenamento, veniamo da un albergo, non so quale albergo, però arrivare allo stadio, il tunnel dell'Olimpico, arrivare alla panchina... Non c'è modo di fare il bugiardo e dire che è uguale a entrare in un altro stadio. Non è uguale».
Non saranno gelosi i tifosi?
«La mia preparazione è che quando arrivo là, quando arrivo là, inizia la storia».
Real. Gli interisti non saranno gelosi? Perché la Roma ha un pochino attenuato il rapporto col Triplete. Hai vissuto la cosa più importante nella storia dell'Inter e loro ti hanno amato tantissimo.
"Sarà dura ma possono fare il Triplete in questa stagione. Sarà difficile, perché c'è la Roma e sarà difficile per loro in campionato. Anche in Coppa Italia può succedere qualcosa. Però penso che l'Inter ha tutto per... Spero di no, spero di no, spero di no. Però l'Inter ha tanto per poter fare una stagione con più di quello che ha fatto negli ultimi anni: vincere campionato, campionato e coppa. L'Inter può fare di più».
Dai, José”. Questo è il finale del messaggio di Carlo?
«Carlo è un grande. Carlo voleva parlare con i suoi giocatori, no? Voleva parlare con Vinícius, voleva sapere come stava Rodrigo, come stava la sua evoluzione, come stava l'evoluzione di Militão. Endrick era infortunato anche in quel momento lì e mi chiede permesso per venire qui. Ma tu stai male, Carlo! Però questo è anche Carlo. Carlo, sono stanco di te, perché ogni giorno vado nel corridoio: foto di Carlo qui, foto di Carlo di là. Sono già stanco di te!
Devi fare come Benitez, che alla Pinetina ha tolto le tue...
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