Santacroce, a La Gazzetta dello Sport, ha raccontato anche alcuni aneddoti su Cassano, Crespo e ha parlato anche della lite con Lavezzi

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Nel corso di un'ampia intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Fabiano Santacroce, ex difensore di Parma e Napoli tra le altre, ha raccontato alcuni aneddoti della sua carriera.

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Chi è stato il più forte che ha affrontato?

"Pato. Nel suo primo anno al Milan era impossibile da marcare. Uno di quelli che mi ha dato più fastidio è stato Crespo: aveva un’intelligenza tattica smisurata. Ricorda la scena della partita in spiaggia in "Tre uomini e una gamba" di Aldo, Giovanni e Giacomo? Ecco, sfidare Crespo era così. All’improvviso spariva, sembrava fosse nascosto sotto la sabbia. Ma in campo ne ho viste di tutti i colori".

Santacroce

Crespo Inter
Crespo Inter

Ora però deve raccontarci.

"Ricordo una gara contro la Sampdoria di Cassano. Ero teso, loro avevano una bella squadra. A un certo punto, mentre eravamo in campo, sento: 'Santa, Santa'. Era Antonio, che mi dice: 'Guarda cosa faccio adesso'. Andò da un mio compagno di squadra, che lui conosceva bene, e gli strizzò il sedere. Scoppiammo tutti a ridere, in piena partita. Era un folle".

Pure lei non scherzava.

"Sono arrivato al Napoli nel 2008, avevo 22 anni. Al primo mese in azzurro, durante una cena, Lavezzi iniziò a lanciarmi cubetti di ghiaccio. Io reagii scagliando una bottiglia di Coca-Cola che colpì il gruppo dei sudamericani. Ci fu una maxi-rissa con un inseguimento sul lungomare di Napoli".

Una scena da film d’azione.

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"Eravamo circa 10 auto, fu un delirio. Il giorno successivo ci siamo confrontati e abbiamo chiarito. Da quel momento, io e il Pocho siamo diventati grandi amici. Ci sentiamo ancora oggi».

In campo invece per fermare gli attaccanti le ha provate tutte.

"Una volta, per marcare Ibrahimovic, mi piazzai alle sue spalle tirandogli la maglietta. Lui si girò fulminandomi con lo sguardo: 'Ma che fai, mi tocchi?'. Lo ignorai. A proposito di Inter, un ex nerazzurro mi ha pure tirato un calcio in faccia".

Chi?

"Materazzi. In un contrasto in area, cademmo entrambi e mi colpì in pieno volto. Era il mio idolo, l’unico giocatore a cui avrei voluto chiedere la maglia. Non ci siamo mai più incontrati, ho ancora i segni della sua pedata (ride, ndr)".

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