Andrea Stramaccioni alla Gazzetta dello Sport parla dell'arrivo di Cristian Chivu sulla panchina dell'Inter: ecco l'intervista
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IL PROGETTO CON CHIVU
Può essere sufficiente la sola esperienza al Parma per guidare una big, per di più reduce da uno shock sportivo? «Di sicuro l’Inter con questa scelta non rivoluziona il progetto. Lo accompagna, con un allenatore vicino alla dirigenza e all’ambiente perché Ausilio lo conosce benissimo. Avrà il Mondiale per club come periodo importante di rodaggio e comprensione più profonda del gruppo. È questo non è un vantaggio da poco. Partite subito di alto livello».
Le piace come faceva giocare il Parma? «È stato bravo a cambiare pelle alla sua squadra e passare al 3-5-2 valorizzando le caratteristiche dei suoi calciatori. Ha fatto molto bene contro le grandi, ha bloccato Napoli, Inter, Lazio, Fiorentina e battuto la Juve. Mentre ha faticato a dominare le partite contro squadre chiuse anche a causa dell’infortunio di Bernabé, con un centrocampo più muscolare che di grande qualità».
Lo seguiva anche quando allenava la Primavera nerazzurra? «Ha fatto molto bene, lasciando un ottimo ricordo a Interello per il lavoro fatto su tanti giovani sia come risultati sia come crescita dei ragazzi».
Come potrebbe far giocare l’Inter? Stesso sistema di gioco, qualche variante? «Secondo me, uno dei motivi per cui è stato scelto è dare continuità al 3-5-2 che dall’estate del 2019 a oggi contraddistingue il progetto tecnico nerazzurro anche nella scelta dei giocatori adatti a questo sistema».
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