"Finalmente, aggiungerei. Questo scudetto ha tratti epici, ha il sapore della rinascita, è una ventata d’aria", dice Vecchioni
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"LAUTARO BANDOLERO, A THURAM CANTEREI..."
Questa è la stagione in cui Lautaro è entrato nella top 3 di cannonieri interisti di ogni epoca: lei dove lo mette dentro al pantheon nerazzurro?
“Meazza lasciamolo stare, lassù in alto, come una stella. Lautaro, però, può raggiungere Altobelli: non avrà la stessa capacità realizzativa di Spillo, ma è un trascinatore a tutto campo e non solo un uomo d’area. Ha un tratto malinconico, ma gli argentini hanno inventato il tango: come fanno a non essere malinconici? Lo vedo come un bandolero, ma mai stanco, ancora pieno di battaglie e sogni. Un po’ come il mio Velazquez che vuole cambiare il mondo, scrivere, lottare, cercare la verità, ma sente anche il peso umano di questa scelta”.
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Accanto a Lautaro, Thuram ha un tratto diverso.
“Diverso, ma altrettanto importante per i successi di questa epoca. È più sorridente, solare, dalla natura imprevedibile e, quindi, indecifrabile. Mentre Lautaro dà l’anima sempre, anche quando non è la sua giornata, Thuram invece no: a volte è il migliore di tutti, altre sparisce e finisci per dubitare di lui. Deve tenere accesi sempre i sentimenti, gli canterei 'Sogna, Marcus, sogna'”.
E poi c’è il giovane Pio che soffia alle spalle.
“Sono ben contento che sia con noi, basta che non lo si paragoni a Van Basten: per favore... Ha qualità e amore, lotta tanto e non perde palloni, ma deve migliorare in molte cose, dai movimenti al tiro”.
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