La squadra nerazzurra si presenta ai nastri di partenza del campionato con una rosa che vede nella sua vecchia guardia un punto di riferimento
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"Il mercato può condurre a un salto di qualità in più, ma nulla offre così tante garanzie all’Inter come la sua vecchia guardia. Questione di esperienza, affidabilità e una serie di qualità innate che non si affievoliscono con il passare del tempo. Anzi, spesso è stata proprio la vecchia guardia a fare la differenza". Così il Corriere dello Sport descrive la rosa nerazzurra ai nastri di partenza del campionato.
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Da Lautaro fino a Barella e Bastoni, poi Dimarco, Calhanoglu e Mkhitaryan tutti da tempo nell'Inter sono lo zoccolo duro: "Nomi pesanti, che per i tifosi sono sinonimo di appartenenza e gesta da ricordare. Tutti titolari con il solo armeno che "allo stato attuale partirebbe tra le riserve pur rappresentando l’affidabilità per eccellenza sul piano fisico e del rendimento. Un blocco che ha vissuto i suoi anni sempre in prima linea, a fare da guida per i giovani e a risolvere sul campo anche le situazioni più intricate. A prescindere dalle idee tattiche, qualsiasi allenatore li ha tenuti al centro del progetto per costruirne le fondamenta".
"La gestione attuale guidata da Oaktree tiene i fari puntati sul bisogno di guardare oltre ed è per questo che i simboli del futuro ci sono già, a partire da Pio Esposito in attacco e Bisseck in difesa a cui è stato appena rinnovato il contratto fino al 2031. Sarà il tempo poi a decidere chi saranno gli altri pilastri, a partire dai più giovani come per esempio Stankovic oppure Sucic. Domani toccherà a loro e intanto adesso l’Inter si gode la vecchia guardia", conclude il quotidiano.
(Fonte: Corriere dello Sport)
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