Con il Real affronterà l'Atletico di Simeone, ma quando gli hanno chiesto del derby Mou ha pensato a quello di Milano

Mourinho

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Contro l'Inter il suo Real ha vinto in Champions e ha regalato un altro dispiacere da Madrid ai tifosi nerazzurri. Una vittoria indimenticabile è stata il suo regalo, il Triplete mai più fatto da allora in Italia che rende José Mourinho speciale sul pianeta nerazzurro.

Ma quella stessa sera, proprio nella capitale spagnola dove si è giocata la finale di Champions contro il Bayern, arrivò il suo addio ai colori interisti. Il mister, nell'esima (perché non le sopporta più e lo ha detto apertamente) conferenza stampa, quelle che precede la gara contro l'Atletico di Simeone, è tornato a parlare della sua Inter.

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Getty Images

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Il blocco basso di Mourinho con l'Inter

«Penso - ha detto - che una delle mie qualità come allenatore, ma uno può pensare sia una qualità e altri possono pensare sia una cosa negativa, è che io ho sempre cercato di adattarmi alle qualità dei miei giocatori. Una cosa che ho sempre detto è che con la mia Inter avremmo potuto stare novant minuti in blocco basso restando sempre nella comfort zone, avremmo potuto stare tre giorni in blocco basso e non avremmo subito mai gol, neanche morti. Dipende dal profilo dei giocatori. Se mi chiedi se mi piace giocare con il blocco basso ti rispondo che mi piace saper difendere in blocco basso. perché è molto difficile che nell'arco della partita non si passi da momenti in cui non sia necessario difendersi in blocco basso e quando si passa in questi momenti che possono essere di tre, dieci, venti minuti, bisogna essere in grado di starci e su questo stiamo cercando di migliorare. Non significa che è una cosa che ci piace, ma che dobbiamo avere coscienza e umiltà che possiamo passare da questi momenti sia in campionato che in Champions e dobbiamo saperci stare in questi momenti e saper competere».

Il derby preferito di Mourinho

Quanto al derby di Madrid, Josè Mourinho ha risposto parlando del derby di Milano: «Quando uno allena una squadra ne diventa subito tifoso e si sente subito come tale. Non c'è un derby in cui la settimana prima si va per strada e si va a sentire dai tifosi: "Andiamo ad uccidere la Juve"; O ti isoli e cerchi di avere un contatto con il mondo esterno. O i messaggi ti arrivano, li capti per forza. Tutti i derby sono speciali, ma quello che mi ha più sorpreso è quello di Milano perché è stato una situazione inaspettata. Pensavo che fosse un derby con un po' di odio, ma mi ha sorpreso perché spesso sono amici i tifosi di Inter e Milan. Non me l'aspettavo: ma quando ero all'Inter, nella settimana del derby, incontravo tifosi dell'Inter e del Milan mano nella mano. I papà milanisti, i figli interisti: una situazione che mi ha sorpreso. In Portogallo questo è praticamente impossibile. E non parliamo della Turchia...».

(Fonte: SM)

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