L'ex difensore belga ha detto al calcio nel 2025 fermato da una serie di infortuni che non è riuscito a superare
VIDEO / Inter, Vanheusden è pronto: "Eccomi qui, più forte che mai per..."
TORNARE
Ma non pensi che magari, tra un anno o due, potresti tornare a giocare a calcio a un altro livello, oppure giocare ancora ogni tanto per divertimento?
È molto difficile pensarci, perché non so come andrà la corsa. Non so cosa succederà… Finora ho affrontato la fase più semplice della riabilitazione e cerco di non pensarci troppo. Naturalmente, quello che vorrei più di ogni altra cosa sarebbe continuare a giocare a calcio per sempre. Ma non lo farei mai più alle condizioni in cui ho giocato negli ultimi anni. In fondo, in un angolo della mia mente, c'è ancora il pensiero che forse un giorno potrei tornare a giocare a calcio. Ovunque. Però cerco di non pensarci troppo. In realtà, cerco semplicemente di vivere il presente. Adesso voglio davvero godermi la vita. Non ho la minima idea di cosa farò l'anno prossimo, quindi vedremo.
Sull'infortunio al ginocchio ha aggiunto: «Dal lunedì al giovedì mi allenavo in palestra per rinforzare i muscoli, il venerdì mi allenavo con la squadra, nel fine settimana giocavo la partita e il lunedì cercavamo di drenare tutto il liquido accumulato nel ginocchio. Ma in quel momento avevo 22 anni. A quell'età hai una voglia matta di giocare e sei felice semplicemente di poter scendere in campo. L'allenatore vuole che tu giochi, la società vuole che tu giochi, perché sei in prestito e quindi puoi essere utile alla squadra soltanto se giochi. Dopo qualche settimana, però, si arriva a fare una, due, tre, quattro infiltrazioni. E a un certo punto, al posto del liquido, nel ginocchio c'è sangue. Ti rendi conto che stai facendo qualcosa che non dovresti fare, ma se guardi alla situazione nel suo complesso sai che prima o poi dovrai sottoporti a un'altra operazione. Quindi pensi: adesso gioco, finalmente sto giocando. Ma ogni lunedì, quando ti rendevi conto che dovevano intervenire con una siringa, capivi fino a che punto stessi spingendo il tuo corpo oltre i suoi limiti? Sì, è così. Però, prima di allora, avevo già subito tre interventi al ginocchio e avevo trascorso due anni e mezzo in palestra, senza poter giocare. Anche questo, in quel momento, influiva sul mio modo di vivere la situazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA