Tu cosa preferisci: la plusvalenza o il giocatore forte?
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Ausilio: “Errori e colpi: dico tutto. Barella non ha prezzo. Al posto di Dumfries…”
"Sicuramente il momento che ti emoziona di più è quando prendi un giocatore e vedi che funziona. Quando lo immagini in un certo modo e poi va esattamente così. Se penso alle operazioni che mi danno soddisfazione penso a Thuram, Lautaro, Calhanoglu. Ma anche Zielinski, Mkhitaryan, ti gasa. Lautaro, ad esempio, lo abbiamo pagato poco più di venti milioni. È stata una grande intuizione. Anche Dumfries, ci dimentichiamo che è passato anche Hakimi all'Inter. Cancelo, Hakimi, DUmfries, il quarto dovrebbe essere buono anche quello".
E quando invece compri un giocatore che non funziona?
"Quando un giocatore non va bene ti senti responsabile. Sempre. Quello che succede spesso nel nostro lavoro è che quando le cose vanno bene i meriti vengono condivisi da tante persone. Quando vanno male la colpa è quasi sempre del direttore sportivo. Magari quel giocatore lo voleva l'allenatore. Magari c'erano altre persone coinvolte. Però alla fine la responsabilità ricade sempre lì. Io poi ho un rapporto particolare con l'Inter. Sono qui da ventotto anni. Quando un giocatore va bene sei felicissimo, quando va male soffri davvero. Anche più di altri. E qualche volta soffri anche quando le responsabilità non sono completamente tue".
Ci sono giocatori che vincono sempre. Quanto conta la scaramanzia nel calcio?
"Ce n'è tanta nel calcio. Ci sono giocatori che hanno personalità e carisma e un legame con la vittoria, hanno nel DNA la vittoria. Quando vedi un giocatore che ovunque va continua a vincere, inevitabilmente inizi a chiederti se abbia qualcosa in più. Ovviamente non basta quello. Ci sono alcuni che nelle partitelle in allenamento si ammazzano. Questi giocatori li devi avere, a volte vai anche a cercare giocatori che hanno vinto in determinate squadre, mi viene in mente Akanji. Messo in discussione dal suo club, potrebbe essere sul mercato. Quando prendi Akanji lo prendi perché ha lavorato con Guardiola, ha vinto tanto e speri ti trasmetta quelle caratteristiche vincenti."
Gli slavi sembra che non abbiamo mai paura...
"Ne abbiamo avuti tanti, faccio fatica a ricordare qualcuno che non abbia queste caratteristiche qua. Sono paesi piccoli che danno grande qualità al calcio. Partizan, Stella Rossa, escono sempre giocatori che vanno in grandi squadre. Si parla sempre di fame, di non avere grandi disponibilità economiche, può aiutare. Crescono giocando a calcio tutto il giorno, avere il contatto con la palla 5 ore al giorno è diverso da chi fa solo gli allenamenti al campo. Oggi abbiamo perso questa cosa qui. In particolare in Italia. Tutto molto già inquadrato. Servirebbe qualcosa di più spontaneo".
Come ti sei avvicinato a quella parte di contrattare?
"La parte divertente è quella, che è il mio lavoro. Oltre alle informazioni degli osservatori, si usano tantissimo le statistiche. Tutto nasce con telefonate, caffè, cene, incontri. A volte ne tra 4-5 insieme sapendo qual è il tuo primo obiettivo. Difensore? Tutti sanno che lo stiamo cercando, ne seguiamo 3-4, hai cercato di creare già un feeling. Tutti si promettono sempre, devi essere bravo poi a chiudere.
Bluffi?
Fa parte del lavoro, non in modo troppo spudorato, c'è un livello di serietà sotto il quale non devi scendere. A volte glielo dici o lo leggono dai giornali. Nel caso dei calciatori nel 90% dei casi ha sempre il procuratore davanti, difficile parlare direttamente col calciatore di soldi. Ho l'esempio di un solo calciatore.
Nella mia esperienza ho trovato un solo giocatore che fa tutto da solo, che è sopra la media sotto ogni aspetto. Sul campo, fuori dal campo, nella gestione della propria carriera. Resterà all'Inter ancora, avete capito di chi sto parlando. L'armeno che va come un treno, è davvero di un'altra dimensione. Non lo so cosa farà, spero semplicemente che ritardi il più possibile il momento in cui smetterà. Perché il calcio perderà tantissimo quando Mkhitaryan si ritirerà. Mi auguro che possa continuare ancora a lungo. E quando smetterà spero che resti nel mondo del calcio. Perché è uno di quei ragazzi che hanno davvero qualcosa da trasmettere. Non ha eguali".
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