I mercati più difficili sono quelli da fare quando si vince oppure quando si attraversa un periodo di crisi?
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Ausilio: “Errori e colpi: dico tutto. Barella non ha prezzo. Al posto di Dumfries…”
"Oggi si parla di Italia, ma sulle nostre competitor guardiamo fuori. È un mercato molto difficile, soprattutto se pensiamo a quelle che sono le possibilità e le forze di investimento delle società inglesi, delle altre due spagnole e del Bayern Monaco. Direi che in Italia più o meno si equivalgono le forze, al di là dell'essere o non essere in Champions League, in Europa League o dell'aver sbagliato una stagione come magari è successo quest'anno a Milan e Juventus.
Direi che il mercato dell'Inter sarà fatto sempre secondo la continuità che abbiamo dato negli ultimi anni. Quindi si parla anche di sostenibilità. Bisogna vendere qualcosa per comprare. Bisogna comprare bene. I giocatori migliori, se è possibile, cerchiamo sempre di tenerli. Adesso probabilmente c'è Dumfries in uscita, sarà sostituito da un giocatore altrettanto importante, forte e magari più giovane. Poi cercheremo di tenere quelli che sono i migliori calciatori per continuare il percorso iniziato ormai sei-sette anni fa. Per noi è importante essere sempre competitivi.
Poi a volte si vince per un punto, si perde per un punto, come è successo l'anno scorso e qualche anno fa, ma l'importante è che l'Inter ogni anno, quando ricomincia la stagione, sia in grado di poter dire: "Ok, noi proviamo a vincere il nostro Scudetto, proviamo ad andare avanti in Coppa Italia, proviamo a fare un percorso importante in Champions League." Poi a volte si riesce ad arrivare in fondo, altre volte meno, ma la competitività è quella che vogliamo sempre garantire a noi stessi e ai nostri tifosi".
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