"Io cerco di essere un professionista serio con tutti, anche con i giornalisti. Se hanno una notizia vera e non è il momento di farla uscire, chiedo semplicemente la cortesia di aspettare. Magari faccio anche i complimenti per averla scoperta o per aver trovato un canale diverso da quello ufficiale.
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Ausilio: “Errori e colpi: dico tutto. Barella non ha prezzo. Al posto di Dumfries…”
Il rapporto è importante. Il fastidio qual è? Che spesso da una notizia, quasi sempre quelle sbagliate, ti tocca poi dover giustificare quello che è uscito a tutti gli altri perché hanno paura di prendere il buco, hanno paura di restare indietro. Tu magari da una notizia messa da un giornalista ti ritrovi a dover rispondere ad altri venti che hanno paura di restare indietro.
Come si stabilisce il reale prezzo di un giocatore? Per esempio Barella vale 45 milioni, 60 milioni, 80 milioni... da dove arriva quella cifra?
"Ci sono dei parametri oggettivi che sono sicuramente l'età, la durata del contratto e ovviamente le prestazioni del giocatore. Questi danno un'idea oggettiva di quella che è la valutazione.
Poi ci sono delle variabili più soggettive che dipendono dal momento, quindi la domanda. Come in tutti gli altri business.
Se hai un giocatore che metti sul mercato e ci sono cinque o sei squadre che lo richiedono, è normale che puoi permetterti di fare un'asta o comunque di giocare un po' sul prezzo. Quando invece il giocatore è un di più per te e stai cercando di collocarlo sul mercato, e la domanda è quella che è, allora si fa più fatica e probabilmente anche il prezzo non è quello che avevi in testa.
Si cerca di sfruttare le situazioni, i momenti e anche il tipo di mercato. Oggi vendere in Inghilterra è sicuramente più redditizio che vendere in un altro Paese. Per due o tre anni sicuramente anche l'Arabia Saudita, se avevi la fortuna di ricevere una chiamata da un club arabo per un tuo giocatore, i margini di guadagno erano superiori. Quello che manca a noi, quando prima parlavo di sistema, è anche un mercato interno di un certo livello. Si fa fatica a vendersi e a comprare giocatori fra noi.
Quante operazioni ricordi fra Inter, Juve e Milan negli ultimi quattro o cinque anni? Pochissime. Si approfitta magari di qualche situazione di un giocatore in scadenza, come è successo a noi con Calhanoglu. Ma è difficile pensare che Inter, Juve, Napoli, Milan o Roma riescano a fare mercato fra di loro. Quando succede è veramente raro. Si tende a vendere fuori.
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