HOME  | NEWSLETTER  | NEWS TICKER FORUM |  REDAZIONE |  CONTATTI  | MOBILE  | RSS  
Lunedì 6 Settembre 2010      
 
 
 
  ULTIM'ORA
CHIVU: "ECCOMI INTER, STO PER TORNARE PER SCUDETTO E CHAMPION'S"
08.02.2010 09:57 di Davide Petrachi   articolo letto 1991 volte

Eccolo Christian Chivu, dopo più di un mese dalla botta tremenda rimediata nell’incontro col Chievo, il difensore rumeno torna a parlare di se, del suo recupero e della sua Inter. Per farlo sceglie le colonne della “Rosa” che ha proposto nelle sue pagine un’intervista completa al giocatore della squadra allenata da Josè Mourinho. Oltre a ciò che si è detto impressionanti sono le fotografie inserite a corredo del servizio che lasciano perlomeno intuire l’entità del danno subito dal giocatore nello scontro di gioco fortuito con l’attaccante Sergio Pellissier.

Ecco l’intervista completa realizzata da Andrea Elefante.

L’ultima è stata a Verona, in ambulanza, dallo stadio a una sala operatoria: quell’attimo in un flash?
"Non il rumore che fa una testa che si spacca: quello non l’ho sentito. La sensazione di paura sì, immediata: io l’ho capito subito cosa mi era successo, perché mi sentivo un buco in testa. L’ho capito subito che mi avrebbero operato e il dottor Combi è stato grande a trovare il modo giusto per confermarmelo, mentre mi accompagnava in ospedale a sirene spiegate". [
Che cosa si pensa in momenti così?
"Si pensa al peggio, a cos’altro? "Cristian, adesso ti aprono la testa: e se va male qualcosa? E Natalia, Adelina, come faranno se la tua vita non sarà più la stessa? E il calcio sarà ancora la tua vita?".
Ha mai perso coscienza?
"Forse per un secondo, al massimo due. Ricordo il colpo di testa, non la caduta: quando mi sono "svegliato" ero già per terra. Infatti riguardando lo scontro ho visto che sono andato giù molle molle".
Dunque si è rivisto?
"Sì, ho voluto riguardare tutto: in tv, quando ero ancora in ospedale, e poi su Internet. Volevo capire e ho capito che è stata "colpa" mia: quando mi sono accorto che non sarei arrivato a prendere quel pallone avrei potuto fermarmi, ma certe cose te le dici dopo, mica lì per lì. Pellissier — me lo ha raccontato quando è venuto a trovarmi in ospedale — ha visto solo un’ombra che andava a saltare, e ormai era tardi".
Se le avessero chiesto, prima del 6 gennaio: di cosa ha paura nella vita?
"Avrei risposto: che succeda qualcosa a mia figlia. Il 6 gennaio ho avuto paura di non poter avere più paura per mia figlia".
Si chiama paura di morire?
"Non so se si chiama così, ma so che se ti aprono la testa pensi anche che potresti non svegliarti".
Chivu lo ha pensato per circa un’ora e mezzo, dal momento dello scontro a quello dell’anestesia pre-intervento. "Non so quante cose mi sono passate per la testa in quei momenti, tante ma tante. Però credo di essere stato un buon paziente, sono riuscito a restare calmo e ho provato a far stare calma mia moglie. L’ho chiamata e le ho detto: "Tranquilla, ho solo un po’ di sangue sotto la pelle, ora me lo tolgono e stasera torno a casa". Sapevo che era una bugia, ma mi sono pure fatto una foto sulla barella per mandargliela sul telefonino. Appena finita l’operazione ero così euforico che ho cominciato a chiamare chiunque, a scrivere messaggini a raffica: quando i medici si sono accorti, mi hanno tolto il cellulare per due giorni. La prima notte in rianimazione è stato un incubo, arrivavano ogni ora per svegliarmi e io li aspettavo con gli occhi già sbarrati. Come ti chiami? Cristian Chivu. Dove sei? A Verona. Come si chiama questo ospedale? E che ne so? Quanto è finita la partita? Uno a zero, me lo avete detto voi! Riuscivo anche a prendermi in giro...".
In cosa si trova la forza, in certi momenti?
"Nella voglia di vivere una vita normale, come prima. Nel rendersi conto che, nella sfortuna, avevo avuto la fortuna di poter giocare ancora. Nel vedere intorno gente che stava molto peggio di me. A Verona, in quel reparto ero l’unico sveglio: gli altri tutti in coma, o in coma indotto. E poi nel ricevere tanto affetto: mi hanno chiamato o scritto centinaia di tifosi sconosciuti, anche avversari mai incontrati, allenatori mai avuti".
La cosa che le è mancata di più?
"Svegliarmi col pensiero di dovermi allenare e preparare una partita, sentire l’adrenalina che scorre prima di andare in campo. Le cose di tutti i giorni, casa, Pinetina, ritiro, stadio: ci sono stati momenti in cui mi sembrava tutto banale, ripetitivo, ma ho scoperto che la vera noia è non provare quella noia".
Quando ha chiesto ai medici: ricomincerò a giocare?
"Subito dopo avergli chiesto, prima di operarmi: ma vivrò? Mi hanno risposto, nell’ordine: sì, giocherai ancora; devi avere pazienza; per capire quando potrai riprendere ad allenarti bisognerà aspettare i prossimi controlli. Dunque, la prossima settimana: subito dopo, spero di ricominciare a lavorare, a correre, a prepararmi per rientrare". [
Quando, nella sua testa?
"All’inizio pensavo: sarebbe bello tornare a giocare in Inter-Chievo, un girone dopo l’infortunio. Adesso mentalmente ho accorciato i tempi: a gennaio fermo, a febbraio mi alleno senza colpire di testa perché è vietato, a marzo colpisco di testa e combatto la paura, a fine marzo rientro. Però questi sono i miei calcoli, poi bisognerà vedere i calcoli che faranno i medici. Se si tratta di un muscolo è il giocatore che decide di rischiare, se c’è di mezzo la testa sono loro che decidono".
Il giorno che decideranno, Chivu vorrebbe a vederlo tutti quelli che lo hanno operato e assistito in clinica: "Sono stati fantastici, gli ho promesso che li mando a prendere da un pullman e li porto tutti allo stadio. E ci ricorderemo di quando mi sono tolto la benda e ho chiesto a Adelina di farmi una foto alla testa: l’ho vista diventare bianca come un lenzuolo, poi ho guardato la foto e sono sbiancato anch’io. Avevo abbastanza punti da vincere lo scudetto già a gennaio".
Quante volte le capita di pensare: e se quando sarà ora di tornare in campo avrò paura?
"Adesso penso al rientro con voglia, non con timore: ho la mente pulita, mi dico che ne ho superate tante e passerà anche questa. Che non avrò paura, giocherò e sarò tranquillo. Se poi sarà davvero così, adesso non lo so, non posso saperlo".
Un caschetto potrebbe aiutarla?
"Mi hanno detto che non servirà, però magari sarò io che avrò voglia di metterlo, perché no? Se avrò il permesso di farlo e ne sentirò il bisogno non avrò dubbi, anche perché credo sia meno scomodo di una maschera: ma sinceramente non penso che ne avrò bisogno".
E di vedere il suo nome scritto nella lista Champions dell'Inter aveva bisogno?
"È stata una sorpresa: bella, perché ogni tanto ci avevo pensato e non me l’aspettavo. Vuol dire che Mourinho ha avuto garanzie, vorrà dire che sarà una grande motivazione in più per rientrare il prima possibile".
In tempo per...?
"Per un altro scudetto e magari per la Champions League. Il derby l’ho visto sudando davanti alla tv, qui a Bucarest; le due contro il Chelsea le vedrò allo stadio e non soffrirò meno, poi se i compagni mi fanno ’sto regalo spero di essere in tempo per smettere di tifare e fare altro: questa testa rotta, anzi ex rotta, mi dice che vorrei tanto esserci anch’io".

Foto tratta dalle pagine della Gazzetta dello Sport.


Altre notizie - Ultim'ora
Altre notizie
QUALE AVVERSARIA TEMETE DI PIU' IN CAMPIONATO?
  ROMA
  MILAN
  JUVE

L'arrivo di Ibrahimovic (e Robinho) alla corte dell'altra squadra di Milano ha portato un entusiasmo che non ...
Ecco le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi 6 Settembre 2010.
"Il Milan è la mia casa, spero di restare almeno fino al 2014″. Thiago Silva è soddisfatto della campagna acquisti...
In esclusiva per i nostri lettori abbiano intervistato Luisito Suarez, indimenticato campione della grande Inter degl...
L’Inter starebbe seguendo con attenzione il nazionale greco Sotiris Ninis, 20 anni, ala destra del Panathinaiko...
Di Matteo da Forlì Sento tifosi nerazzurri lamentarsi per il mercato,a loro giudizio, scadente.Forse non r...
Alla fine la federazione Inglese ha confermato il trasferimento di Van der Vaart dal Real Madrid al Tottenham. Il pas...
Mattia Destro si unisce al gruppo dell'under 21. Pierluigi Casiraghi ha infatti convocato il giocatore del Genoa ...
La rosa della Juventus. maglia giocatore data naz pres/gol in serie A PORTIERI: 1 Buffon Gianluigi 28/01/78 Ita 405/0...
   Editore: Christian Recalcati Norme sulla privacy